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Chiesa Parrocchiale
Da un notiziario del 1759
conservato presso l’archivio parrocchiale
«Il Casale di Socivo si suppone che fosse stato Borgo della antica città di Atella… il nome di Socìo, come appare negli atti di Papa Innocenzo II, che nel 1142 affidava detto Casale alle cure del Vescovo di Aversa, viene da Sufficio e per brevità togliendosi dal volgo da mezzo la sillaba ffi, fu detto Sucìo…».
La costruzione della Chiesa Parrocchiale, iniziata nel 1670, sulle rovine della vecchia Chiesa, distrutta da un incendio, è terminata nel 1873.
Dal registro dell’archivio Parrocchiale risulta che fu costruita con le offerte del povero e piccolo popolo di Succivo.
Spesso: uova, ortaggi, ecc., che gli stessi contadini vendevano in città per contribuire alla costruzione.
A croce latina, stile barocco, abbellita di stucchi, con imponente organo, che domina sul grande altare maggiore, l’interno della Chiesa unisce in armonia bellezza e semplicità, quasi a testimoniare ai posteri la fede forte e semplice del popolo che la volle. Cancelletti, candelabri ed altri elementi riportano nomi di Succivesi emigrati e di soldati, che nella lontananza e nelle difficoltà hanno rivolto qui il cuore e la mente.
Come rinomati Santuari, spesso è tappa obbligata di emigrati che tornano in paese per visita ai parenti.
«…Nello stesso braccio sinistro dell’altare maggiore, dopo la cappella delle anime del Purgatorio, c’è la Cappella del SS. Salvatore, titolare di questa Chiesa Parrocchiale ed insieme Protettore principale di tutto questo popolo…
…Dentro al muro sull’altare c’è una gran nicchia in mezzo, foderata di tavole e dipinta di color celeste, dove è riposta la statua di legno di Gesù Cristo in atto di trasfigurarsi, assai bella, formata per quanto si ave dalla tradizione di questo popolo, dal celebre scultore Giacomo Colombo, che ferma i piedi su di un piccolo monticello…
…Nel giorno proprio della festa del SS. Salvatore à 6 Ag. Sogliono gli economi far venire due violini alla Messa Solenne e Processione e cere e sparature e trombettieri.
Non può darsene una somma certa di tutte le suddette spese e nò bastando le vendite e le limosine, che si fanno da tutto il popolo in tutto l’anno, per le sud.e spese, vi mette ancora l’Università qualche somma in ogni anno per la festa, come dieci, o dodici ducati, o più, o meno, come necessita».
La Cappella del SS. Salvatore ha pareti coperte di marmi privilegiati e volta dipinta dall’architetto Sirio Giametta di Frattamaggiore.